Il Miele

Il miele costituisce un alimento il cui impiego nutrizionale e terapeutico risale ad epoche preistoriche; infatti, nell’antichità era conosciuto anche come farmaco per uso sia interno che esterno, nonché come conservante per altri alimenti: tutte modalità di utilizzo ancora valide, compresa quella dolcificante! Infatti, mentre lo zucchero è un dolcificante puro(essendo composto solamente dal saccarosio), il miele è un alimento completo, in quanto altamente energizzante in quanto contiene glucosio, fruttosio, polisaccaridi, acidi organici(piroglutammico, fosforico, citrico, cloridrico, acetico, gluconico, formico, butirrico, succinico, malico e lattico); ormoni(acetilcolina e sostanze della crescita); vitamine(B1, B2, PP, acido pantotenico, B6, biotina e vitamina C); Sali minerali e oligoelementi(magnesio, silicio, fosforo, zolfo, manganese, potassio, sodio, calcio, rame, ferro, cloro, cromo e zinco); enzimi(diastasi, catalasi, fosfatasi, invertasi e glucosio-ossidasi); sostanze aromatiche(aldeide isobutirrica, formaldeide, acetaldeide, acetone, diacetile e altre); aminoacidi(treonina, fenilalanina, leucina/isoleucina, alanina, arginina, lisina, serina, valina, cistina e prolina); infine inibine, che sono sostanze ad azione antibiotico-simile.

            Il miele costituisce un alimento prodotto dal nettare e da altre sostanze zuccherine bottinate dalle api, arricchite e trasformate con speciali elaborazioni organiche provenienti dal loro corpo e deposto nei favi a maturare. E’ ricco di principi vitali essenziali, il cui contenuto in zuccheri, tra cui la mannite, lo rendono blandamente lassativo; questa azione terapeutica può essere potenziata utilizzandolo quotidianamente al mattino a digiuno, dolcificando un bicchiere di acqua tiepida nel quale sia stato aggiunto il succo di 1 limone.

            Il miele è dotato di un potere disinfettante interno ed esterno; ha azione tonico-digestiva e antiacida per lo stomaco; è un antibiotico naturale e, per questo motivo, ha spesso azione febbrifuga; avendo un’azione sedativa sul sistema nervoso, rilassa e distende, migliorando sia il tono psichico, sia il sonno, in quanto fa aumentare i livelli di serotonina nel cervello.

            Ad opera degli zuccheri biologicamente disponibili e a lento rilascio(perché legati a oligoelementi), il miele migliora la capacità del lavoro cerebrale; è antianemico; seda la tosse ed ha azione espettorante; ha lieve effetto diuretico; è un ottimo ricostituente per bambini ed anziani; inoltre è capace di inibire la replicazione di streptococchi beta-emolitici e di stafilococchi coagulasi-positivi, così come di batteri enterici quali il Clostridiumbotulinum.

            Anche i soggetti asmatici si giovano del miele, come se la presenza di tracce di pollini avesse una capacità di desensibilizzare dall’allergia; essendo un ottimo presidio immunologico, può essere utilizzato con vantaggio dai soggetti immunodepressi.

Le caratteristiche organolettiche e le relative differenze terapeutiche delle numerose varietà di miele, dipendono dai fiori che sono stati bottinati dalle api.

Funzioni nutrizionali

            Come si è già detto, il miele non si può considerare un semplice dolcificante, ma costituisce un alimento sotto tutti i punti di vista, tanto che mangiare pane e miele equivale all’assunzione di un pasto completo; pertanto, non è paragonabile allo zucchero, avendo, rispetto a quest’ultimo, un patrimonio nutrizionale ed un destino completamente diversi.

Questo alimento viene impiegato nel trattamento naturale di diverse affezioni, come le malattie da raffreddamento e le affezioni respiratorie catarrali, nonché per facilitare la cicatrizzazione di ferite e piaghe; infine, può servire in seguito ad ingestione eccessiva di bevande alcoliche, in quanto aiuta il fegato a metabolizzare i “veleni” endogeni ed esogeni, quali l’alcool, la nicotina e gli additivi chimici presenti negli alimenti e nei farmaci di sintesi.

Miele e diabete

Il miele può essere impiegato nei diabetici, con una manegevolezza che lo zucchero non potrà mai avere. In più, se il soggetto malato accetta di dolcificare blandamente con il miele, ne ricava anche tutti gli apporti nutritivi e biologicamente stimolanti di cui esso è dotato. Essendo un alimento vero e proprio, la componente zuccherina necessita di un certo tempo, affinché tutto il fruttosio sia separato dagli altri nutrienti e sia trasformato in glucosio a rapida utilizzazione. Questa caratteristica costituisce un vantaggio nel diabetico, in quanto il tempo richiesto per la formazione del glucosio gioca a favore di una migliore gestione della glicemia (non causando quelle improvvise iperglicemie post-prandiali) e di un più ‘morbido’ impatto sulla funzionalità pancreatica.

 

Miele e muscoli

Presso l’università di Menphis(Texas USA), è stata condotta una ricerca che ha rivelato le importantissime proprietà terapeutiche del miele per i muscoli indolenziti e affaticati, dopo un’intensa attività. La ricerca, condotta su 39 sportivi sottoposti ad un intenso regime di attività atletiche, ha dimostrato che esso, per il contenuto proteivo, vitaminico e minerale, tonifica e ristruttura i muscoli, senza alterare i livelli ematici di glucosio e, quindi, previene i rischi di ipoglicemia, responsabile di collassi e perdite di coscienza.

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